Lingue e colori

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Learning a language is not just about substituting a word with another word and this is true also for colours.

I colori sono semplici, giusto? Sono una delle prime cose che apprendiamo da bambini: blu, rosso, rosa, etc. e poi quando apprendiamo una nuova lingua quello che dobbiamo fare è semplicemente imparare la nuova parola per denotare quello stesso colore. In realtà non è proprio così.

Questa frase  è tratta da un video molto carino che ho trovato su youtube e che spiega in modo divertente quanto la questione sia sfaccettata.

La differenza più studiata è quella tra il blu e il verde: nelle varie lingue sono due colori blue e green o sono una diversa sfumatura di uno stesso colore?

Questo colore viene definito Grue e si tratta di una specificità di molte lingue. Ad esempio, l’erba in gallese è definita “paglia blu”. Il vietnamese, invece, utilizza la stessa parola xahn per definire lo stesso colore, che può poi essere specificato come xahn “foglia” o xahn “oceano” per indicare quello che in italiano chiameremmo rispettivamente verde o blu.

In inglese diciamo semplicemente dark blue o light blue per quello che in italiano definiremmo con le parole blu o celeste, in greco con ble e ghalazio, in russo con siniy e goluboy. Ovviamente parliamo di lessico di base di una lingua, al di fuori della terminologia specifica di moda, arte o lingua letteraria.

La linguistica si è dibattuta molto nel cercare di comprendere se siano le lingue che parliamo a influenzare la nostra percezione o se è invece la nostra percezione a far sì che diamo un nome ai colori.

Il determinismo linguistico assume che la lingua influenza direttamente non solo il modo in cui parliamo ma anche il nostro modo di vedere il mondo. Questa si chiama ipotesi di Sapir/Whorf e porta come esempio più famoso la parola “neve”. In Eskimo ci sono molte parole per denotare il concetto di neve, mentre in italiano ne abbiamo solo una. Secondo Whorf, gli Eschimesi possono vedere la neve in modo diverso di quanto facciano altre lingue, perché hanno parole diverse per denotarla.

Altri studi sono seguiti per confermare o rigettare questa ipotesi (Berlin & Kay, 1969; Heider, 1972; Heider & D. Oliver, 1973; G.A. Miller & Johnson-Laird, 1976; Rosch, 1974) e oggi si tende a pensare che il colore sia percepito, a livello fisico, nello stesso identico modo, sia dalle lingue blue/green che dalle lingue grue, dunque la lingua può semmai influenzare ma non determinare il modo in cui vediamo la realtà.

 

 

 

 

Un commento:

  1. Hi there! This post couldn’t be written any better! Reading this post reminds me of my previous room mate!
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